A cura di Graziano Perillo e Lorella Congiunti

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PROGRAMMA 2019-202

1. L'incomunicabilità dell'uomo con se stesso e con gli altri

 Giovedì 10 ottobre 2019

L'eclisse ( Italia , 1962 ) di Michelangelo Antonioni

 Giovedì 7 novembre 2019

Castaway on the Moon (Corea del Sud, 2009) di Lee Hae-Jun

 2. L'incomunicabilità dell'uomo con il diverso da sé.

 Giovedì 5 dicembre 2019

Il grande cocomero (Italia, 1993) di Francesca Archibugi

 Giovedì 16 gennaio 2020

Il cubo ( Canada , 1997 ) di Vincenzo Natali

 3. L'incomunicabilità dell'uomo con la natura

 Giovedì 6 febbraio 2020

Stalker (URSS, DDR, 1979 ) di Andreij Tarkovskij

 Giovedì 5 marzo 2020

Vita di Pi (USA, 2012) di Ang Lee

 4. L'incomunicabilità dell'uomo con Dio o il sacro

 Giovedì 23 aprile 2020

Luci d'inverno ( Svezia , 1963 ) di Ingmar Bergman

 Giovedì 7 maggio 2020

Centochiodi ( Italia , 2007 ) di Ermanno Olmi

 

Gli incontri, con cadenza mensile, l'indirizzo luogo il giovedì sera alle ore 20.30 presso la Sala Azzurra della Parrocchia di San Giulio, via F. Maidalchini 17, Roma.

 
 

A cura di Graziano Perillo e Lorella Congiunti

 Il cinema è innegabilmente una forma di espressione artistica in grado di comunicare forti emozioni e di trasmettere visioni e prospettive intrinsecamente filosofiche. Ogni film è portatore di una concezione antropologica, esistenziale, politica per l'ovvia ragione che chi crea il film, il regista, ma non soltanto lui, ha una propria specifica idea dell'uomo e delle relazioni umane. Su questo presupposto, si articola una recente disciplina filosofica che si orienta a indagare il significato filosofico dei film. Il cineforum che proponiamo si muove in quest'ottica.

Il filo conduttore del cineforum è l'incomunicabilità, un fenomeno per molti versi assai diffuso nella vita degli uomini, soprattutto nel nostro tempo. La filosofia, a dire il vero, ha per lo più preferito indagare il fenomeno della comunicazione, non ponendosi la questione dell'incomunicabilità se non come riflesso o conclusione di una investigazione orientata su altre tematiche. Invece l'arte in molte sue espressioni, dalla letteratura alla pittura, soprattutto nel Novecento, l'ha posta bene in rilievo. Il cinema in particolare l'ha affrontata, dando origine a una vera tendenza definita appunto "il cinema dell'incomunicabilità", un filone cinematografico decisamente impegnato, che pur non essendosi mai costituito in uno specifico movimento, ha tra i suoi maggiori esponenti i registi Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni (a quest'ultimo dobbiamo una specifica trilogia dell'incomunicabilità).

L'incomunicabilità lascia pensare immediatamente alla chiusura relazionale tra gli uomini e alle loro difficoltà di sentirsi partecipi di una condivisione reale, profonda, autentica. L'incomunicabilità è così il risultato di un processo di alienazione, di solitudine e di barriere. In questo senso, anche se non in forma esclusiva, si muovono sia il cinema di Bergman che quello di Antonioni. I due registi, ognuno a modo proprio, non si limitano a rappresentare nelle loro realizzazioni cinematografiche l'incomunicabilità tra gli uomini, ma allargano la prospettiva includendo l'incomunicabilità dell'uomo con Dio e con la natura. In effetti, l'incomunicabilità non si restringe alla sola relazione umana, ma è una distanza radicale tra il soggetto e il mondo, che coinvolge non soltanto la relazione con gli altri uomini, ma anche con Dio, o in senso più ampio con il sacro, e la natura.

Quali le ragioni filosofiche che conducono a sostenere che l'uomo è in una condizione di incomunicabilità? Il discorso a questo punto si allargherebbe molto e diverrebbe eccessivamente tecnico se affrontato esclusivamente sul piano filosofico. Il cinema, invece, esprimendosi in immagini, semplifica il fenomeno, lo stilizza e ci invita a riflettere con più immediatezza. Ovviamente, il ricorso ai filosofi aiuta a maturare una riflessione più articolata e profonda e a elevare l'analisi del film a un livello interpretativo nel quale le immagini, pur mantenendo la loro connaturale forza emotiva, diventano invito e percorso per il pensiero.

Il percorso che proponiamo attinge ai classici del cinema della incomunicabilità ed, inoltre, rintraccia la tematica in film di diversa provenienza geografica e diverse epoche, dagli anni Sessanta del Novecento fino alla seconda decade del Duemila. fino cronologia. Gli otto film selezionati sono suddivisi secondo quattro tematiche principali:

1. l'incomunicabilità dell'uomo con se stesso e con gli altri;

2. l'incomunicabilità dell'uomo con Dio o il sacro;

3. l'incomunicabilità dell'uomo con la natura;

4. l'incomunicabilità in generale dell'uomo con il diverso da sé.

Ogni incontro sarà introdotto da una breve presentazione del film, con messa a fuoco della tematica filosofica. Saranno forniti dei riferimenti filosofici (nel senso ampio del termine) e richiami intrecciati tra le immagini (ed eventualmente con le tecniche adottate) e i contenuti filosofici.